Skip Navigation Links
Home
PubblicazioniExpand Pubblicazioni
AbstractExpand Abstract
Letture e Laboratori
EventiExpand Eventi



Titolo Abstract:
L'isola dell'orco

Abstract:
Del resto dove potevamo andare? Perciò ci sedemmo esausti nel cortile del palazzo e al tramonto, accasciati e mezzi addormentati, fummo sorpresi da un uomo orribile.
Più che uomo, un gigante, un mostro, un orco, con un solo occhio piantato in mezzo alla fronte, armato di denti aguzzi simili a zanne, mani spaventosamente unghiate e orecchie da elefante.
Era lì a osservarci, girando a destra e a sinistra il suo enorme testone mostruoso, e noi fissavamo paralizzati dal terrore i suoi movimenti. Reagire, fuggire, urlare? Nulla potevamo fare e intanto lui allungava le sue orrende zampacce e ci sollevava uno ad uno e ci portava vicino all’occhio che teneva in fronte per vederci meglio e ci soppesava con fare sapiente, da intenditore, finché scagliò via tutti, tenne stretto il capitano, bello in carne, lo infilzò nello spiedo, lo arrostì sul fuoco e lo divorò in un boccone. Sputò poi le ossa, si leccò i baffi e si ritirò nei suoi appartamenti, lasciandoci in preda a una paura folle che impastava le nostre menti, impedendoci di trovare una via di uscita. All’alba andammo a esplorare l’isola: non c’erano che rare piante dai frutti acerbi, qualche palma e arbusti spinosi e soprattutto un vento caldo e impetuoso soffiava in ogni direzione sollevando sabbia e terra e non c’era modo di ripararsi. Non c’erano grotte, né capanne, né alberi grandi, così fummo costretti a ritornare nel palazzo e durante la notte, per quanto ci fossimo acquattati nell’angolo più buio del cortile, un altro di noi venne afferrato dal gigante e cotto a puntino.
Colti da disperazione all’idea di finire uno dopo l’altro tra i denti aguzzi di quell’essere mostruoso, mettemmo a punto un piano di fuga e, ritornati a perlustrare l’isola, trovammo legna a sufficienza per assemblare tre zattere, male in arnese, su cui decidemmo a tre a tre di sfidare la sorte. Meglio naufraghi o dispersi in mare che finire nelle fauci puzzolenti del gigante.

Categoria Abstract:
Fantasia

Titolo Libro:
Fiabe a tempo. Tra mercanti e sultani d'Oriente.

Collana:


Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
A caccia di stivali

Abstract:
Le domande sono facili, ma rimane qualche piccolo dubbio.
“Se trovassi Saluard, potrei farmi aiutare!”, pensa Anna indispettita, quand’ecco lo vede: le sfreccia davanti con degli stivali in mano. Lo rincorre fino all’aperto.
Saluard si intrufola nelle batterie a barbetta, nelle riservette, corre verso il fronte di gola e finalmente si ferma su un poggio, senza fiato.
“Scappiamo”, le dice ansimando.
“Di nuovo? Che hai combinato?”.
“Ho preso gli stivali per il soldato di Exilles…ma non ti dico le altre scarpe della vetrina! Sono imbestialite, tutte contro di me!”.
Anna si gira e vede stivali di ogni tipo ed epoca: austriaci, tedeschi, russi, di cuoio, di feltro, di stoffa e poi ghette e soprascarpe, e scarpe chiodate e anfibi…un esercito di scarpe che li insegue!
Senza pensarci troppo si butta giù a piè pari dal pendio.
Saluard le corre dietro: è riuscito a sfilare l’ombrello che tiene legato sopra la cassettiera.
Lo apre e “Attaccati!”, urla e l’ombrello si gonfia nel vento e li trascina in aria.
Gli inseguitori rimangono a bocca aperta a guardarli, mentre volano appesi al loro buffo paracadute colorato.
“Mai rubare le scarpe ad un soldato – dice Saluard ridendo. - Anche se è un amico a chiedertelo!”.

Categoria Abstract:
Fantasia

Titolo Libro:
In volo tra le sentinelle delle Alpi

Collana:
Guide della Regione Piemonte

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Fabbrica dei draghi

Abstract:
Gigi e i suoi compagni sono bravissimi.
Fabbricano draghi di ogni taglia, forma e colore.
Draghi grassi e golosi,
draghi neri e pelosi,
draghi vecchi e grinzosi,
draghi verdi e rissosi,
draghi rossi e chiassosi
e draghi molto…assai vanitosi.
La maestra li aiuta
e loro si divertono come pazzi.

Categoria Abstract:
Fantasia

Titolo Libro:
Carola e i draghi

Collana:
I Gatti Bianchi

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
La moltiplicazione delle M

Abstract:
Sceso a valle Brunito subito constatò che peggio della sparizione della Z era la moltiplicazione della M.
"Mmannaggia, mmaledizione! Chi è quel mmentecatto, mmalandrino, mmostro, mmaleodorante truffatore che ha mmoltiplicato le mmucche?", urlavano i pastori nei campi.
"Non c'è erba per tutte! E mmuggiscono come mmatte, mmangiando mmele a mmucchi!".
"Le mmele sono mmaturate anche sui peri e sui ciliegi e sulla vite e sui pruni e sui peschi. Ci sono mmele dappertutto e mminacciano l'invasione dei paesi", sbraitavano i contadini.

Categoria Abstract:
Fantasia

Titolo Libro:
Il circo delle Lettere Perdute

Collana:
Fascia rossa

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Il mondo degli Elfi

Abstract:
Nel monte degli Elfi sta per succedere qualcosa di insolito.
Le lucertole, che corrono su e giù sull’albero, hanno notato una certa agitazione e hanno sentito un gran baccano: sono le fanciulle degli Elfi che imparano una nuova danza e battono il tempo coi piedi.
E non basta: il monte è stato messo a prendere aria su dei cavalletti rossi e il lombrico, che scava al suo interno, ha sentito dire che i fuochi fatui preparano una grande fiaccolata e che l’oro e l’argento sono stati esposti al chiaro di luna. E di oro e di argento ce n’è davvero tanto.
Devono arrivare ospiti di riguardo.
A un tratto dal monte esce l’anziana governante del re degli Elfi e sgambettando veloce corre fino alla palude dove abita il nottolone.
“Lei deve venire questa notte al monte - gli dice. - Ci saranno ospiti importanti. Vorrebbe per favore occuparsi degli inviti?”.
“Chi devo invitare?”, domanda il nottolone.
“Tutte persone distinte. Non vogliamo gli spettri, ma il Tritone con le figlie, il Genio del fiume, i Folletti, il Cavallo a Tre Zampe, il Fantasma della Cattedrale e naturalmente tutti i Troll di prima categoria”.
Il nottolone fa ‘cra, cra!’ e vola a fare gli inviti.
Intanto le fanciulle degli Elfi iniziano la danza che hanno tanto provato.
Nel cavo del monte il salone è riccamente addobbato e il pavimento è lavato e lucidato dal chiaro di luna. La cucina è ben fornita di ranocchie allo spiedo e di insalatine miste di funghi e musetti di topo e ci sono bevande in gran quantità. Il re degli Elfi si è fatto lucidare la corona colla polvere di gesso e ha ordinato di bruciare i crini di cavallo e le setole di maiale per profumare l’aria.
“Ma chi sono gli ospiti?”, gli chiede la più piccola delle sue figlie.
“Ora che tutto è preparato per la festa, non avrai più segreti – dice la più grande. - Potrai ben dirci chi sta per arrivare!”.
“Va bene, ve lo dirò. – risponde il re. - Due di voi si devono preparare alle nozze perché l’ospite che attendiamo viene con i suoi due figli. È un mio vecchissimo amico, il Troll di Norvegia. Possiede castelli di scogli e miniere d’oro. Lo conosco da tanti anni. Ora è vedovo, la moglie era la figlia della scogliera e lui è venuto a cercare una nuova moglie fin qui, e già che cerca moglie per sé, la cerca pure per i suoi figli. Dicono che siano dei gran maleducati, ma possono sempre cambiare. Anzi voi potreste occuparvi di renderli più civili, educati e gentili”.
Le figlie si guardano l’un l’altra con aria preoccupata, vorrebbero saperne di più, ma in quel momento due fuochi fatui si mettono a saltellare e gridano: “Arrivano!”.
Il re si affretta a indossare la corona e a mettersi in luce sotto il chiaro di luna. Ed ecco che il vecchio Troll di Norvegia si presenta al suo cospetto con la corona di ghiaccio e di pigne di abete, il mantello da orso e gli stivali di pelliccia. Dietro di lui vengono i suoi due figli.

Categoria Abstract:
Fantasia

Titolo Libro:
Le fiabe di Andersen

Collana:
I Classici

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Un cappello è un cappello

Abstract:
Ma ecco che il cappello di Martina vola via e si impiglia nei rami di un grande faggio.
“È volato lassù - urla Luca.- Guardate, sembra un nido!”.
E si mette a ridere.
“Non è un nido! – dice Martina seccata. - È il mio cappello!”.
“Come nido è perfetto”, dice il nonno.
Martina fa il broncio.
In quel momento un nuovo colpo di vento fa volare il cappello sul laghetto del parco.
Luca lascia la mano del nonno e corre a vedere.
“È una barchetta! Guardate - grida eccitato. – Facciamola navigare”.
Afferra svelto un bastone e spinge il cappello più al largo.
“Smettila! – grida Martina – Non è una barchetta. È il mio cappello!”.
Adesso anche gli altri bambini corrono a vedere la strana barchetta che naviga sul lago.
Ed ecco che un airone scende in picchiata e col suo lungo becco pesca il cappello.
“Una rete perfetta per pescare!”, dicono ridendo i bambini.
“Piantatela! - brontola Martina. – Non è una rete. È il mio cappello”.
Intanto il cappello cade dal becco dell’airone e si posa lontano, ai piedi del grande castagno.
Martina corre per riprenderselo, mentre gli altri bambini tornano a giocare.

Categoria Abstract:
Fantasia

Titolo Libro:
Martina e il suo cappello

Collana:
Tandem

Autore:
Sofia Gallo
First 1 Last 

Skip Navigation Links
Biografia
Contatti
Novità
Recensioni
Video
 

Per acquistare libri online:
Link altri siti
CIFA onlus


Sinnos editrice


Edizioni San Paolo


Centro Interculturale


Edt - Giralangolo


Filastrocche


Rivista Andersen


Associazione Acmos


Biblioteche civiche torinesi


International Help


Paoline edizioni


Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura


Libreria dei ragazzi


Così per gioco


La libreria La montagna