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Titolo Abstract:
Insalata di storie

Abstract:
- Le storie devono volare – dice la mamma con le posate sospese in aria e mezza pizza da finire nel piatto. – Sai, Renzo, a volte non volano. Non c’è niente da fare, non volano, non volano e non volano. Manca qualcosa, un tocco, un’idea a sorpresa, un che di piccante che imprima una svolta… ed ecco che a quel punto arrivano loro…
- Loro chi? -, chiedo con la bocca piena.
- Maurizio e Aurora – risponde Lola eccitata. - Sono fantastici quei due: non hanno freni alla loro immaginazione, sono liberi, sono creativi, non hanno paura di volare alto. Non pensano ai loro problemi, ai compagni, agli insegnanti, loro immaginano un mondo che funziona benissimo anche capovolto… si divertono e le storie volano…”.
Io ascolto rapito. La mamma è tornata a parlarmi con la passione e l’interesse di quando ero piccolo. Sta di nuovo parlando proprio a me e a me soltanto. Non a un pubblico di bambini, non a un editore che non esiste. Penso a quando volevo essere una stella e Lola mi diceva che non avevo le ali e non potevo salire in cielo. Adesso so che le ali servono per sognare.
- Che storie state riscrivendo? -, chiedo appoggiando i gomiti sul tavolo e guardandola dritto negli occhi.
Lola parte in quarta. E così salta fuori la buffa storia delle scarpe. Un paio di scarpe che camminano fino a essere completamente consumate, allora se ne vanno in un paese, dove ci sono montagne di pietre e di ghiaccio, e dove tutti vanno a piedi. Lì le scarpe percorrono ripidi sentieri, oltrepassano colli, attraversano ponti sospesi sui fiumi e affondano nel fango vicino alle baite dei pastori di yak. Non ci sono strade e auto per salire lassù.
Lì in quei paesi fatti di montagne, le più alte del mondo, le scarpe vecchie e rotte si ammassano in grandi mucchi su cui sventolano le bandierine colorate.

- E qui arriva Aurora – dice la mamma. – Inventa un tipo che ha perso la scarpa sinistra e va a frugare nel mucchio per trovare una compagna. Le scarpe destre fanno a botte per diventare la compagna della scarpa sinistra rimasta sola, ma una è troppo malandata, l’altra è stretta in punta, la terza è senza lacci, l’altra ha la suola che fa acqua. Poi c’è la scarpa col muso, quella che fa le linguacce, quella sportiva e quella pigra, quella grassa e quella magra e Aurora le disegna tutte quelle scarpe, finché il tipo trova la sua scarpa destra sotto il letto… a quel punto però la scarpa sinistra che ha viaggiato tanto è rovinata e bisogna trovarne un’altra che faccia compagnia alla scarpa destra e la storia continua. Non ti pare buffo?
- Sì - dico io. – Buffissimo, e poi?
- Poi c’è Maurizio che impazzisce per l’albero centenario – continua la mamma scaldandosi. – Ricordi quella quercia che, per proteggere gli uomini dalle ingiustizie, si muoveva sulle sue enormi radici, e andava a fare ombra agli infelici di tutti i tempi?
- Sì, certo che la ricordo -, affermo.
- Be’, Maurizio dice che non si capisce perché gli infelici debbano stare all’ombra e allora tutta la storia cambia e la quercia usa i suoi rami per spazzare le nuvole e portare il sole e l’allegria, oppure per seppellire le tristezze sotto terra, o ancora per rincorrere i cattivi e intrappolarli tra i suoi rami, in modo che di infelice non rimanga nessuno e finalmente lei possa fare ombra in santa pace agli scoiattoli che scorrazzano in cerca di ghiande.

Categoria Abstract:
Dialogo

Titolo Libro:
Con le ali di Aurora

Collana:
Letture

Autore:
Sofia Gallo
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