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Titolo Abstract:
Il signore del Nilo

Abstract:
Per sette anni il Nilo arrestò le sue piene. Le culture impoverirono fino a seccare del tutto e non ci fu più nulla per nutrire gli uomini e gli animali. L’intero Egitto si ricoprì di un velo di tristezza e di morte. Anche la giustizia scomparve, perché la fame portò gli uomini a rubare, a litigare, a strapparsi di mano il poco che restava, a odiarsi, e la pace creata sulla terra svanì.
Fu allora che il re chiese al suo prezioso consigliere di trovare le sorgenti del Nilo e fare in modo che il fiume regalasse di nuovo la vita al suo popolo, assettato e affamato.
“Io non so dove nasca – disse Imhotep – Chiederò, però, notizie al tempio di Thot a Ermopoli”.
Così fece e venne a sapere che il Nilo aveva origine in una profonda caverna nel sud del paese, sull’Isola Elefantina. C’era un dio a custodia della caverna, il dio-creatore Khnum: era lui che apriva la porta per far scorrere l’acqua nell’alveo del fiume e regolava le piene, era lui che l’aveva sigillata per tutti quei lunghi anni.
Perché l’aveva fatto?
Imhotep si recò da lui e gli pose la domanda.
Khnum se ne stava seduto davanti alla sua povera dimora, fatta di argilla e di canne di fiume, imbronciato, e non voleva parlare.
Ma Imhotep insisteva. Voleva che il dio gli desse una ragione, anche una soltanto, di un simile comportamento che stava portando alla rovina l’intero paese.
“Perché ha imprigionato il fiume?”, gli chiese ancora.
Fu allora che Khnum sbottò: “Lassù, al nord, dei e faraoni si costruiscono templi e palazzi sontuosi, tu stesso hai costruito una piramide straordinaria per il re Djoser, e io? Io chi sono? Io non conto niente. Vivo qui, dimenticato da tutti in una capanna traballante su un’isola sperduta e nessuno se ne accorge. Se loro possono fare a meno di me, ebbene facciano anche a meno delle acque del Nilo!”.
Mentre parlava, Imhotep lo osservava con timore.
Khnum era imponente, un vero Signore del Nilo con la testa di ariete e due corna solide come la pietra.
Faceva paura vederlo così arrabbiato.
“Hai ragione. Non è giusto – gli disse Imhotep con aria contrita. – Riferirò al faraone le tue parole e sarai accontentato. Il tuo palazzo sarà ingrandito e decorato con pietre e metalli preziosi, sarà arricchito di statue d’oro e d’argento, le sue pareti brilleranno del verde della malachite e dell’azzurro dei lapislazzuli e nessuno in Egitto si dimenticherà di onorarti come colui che dà la vita e la felicità a questo paese, elargendo le acque e regolando le inondazioni”.
Khnum sorrise soddisfatto. Chiese altre offerte e rituali per il suo tempio e infine spalancò la porta della caverna e l’acqua del fiume sgorgò così abbondante e carica di limo prezioso che la prosperità tornò a risplendere sulla terra di Egitto.

Categoria Abstract:
Cambiamento

Titolo Libro:
Miti e storie dell'antico Egitto

Collana:
I classici junior

Autore:
Sofia Gallo
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