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Titolo Abstract:
Padre e figlio

Abstract:
Pierre era furente. Giampi non osò dirgli niente.
“Giuro che gliela faccio pagare”, sbottò Pierre entrando in classe.
Ma a chi? E come? Tirando in ballo Giulia? Accusando dei compagni? Cullava propositi bellicosi e aggirava l’ostacolo di suo padre.
Alla sola idea di affrontarlo, gli montava in gola una nausea terribile e con quella sensazione arrivò a casa.
Lui lo aspettava, schiumando di rabbia. Come lo vide, lo aggredì: “Sospeso per 10 giorni! Una cosa inaudita. Ho un figlio sfascia tutto, un teppista irresponsabile, un delinquente. E la Preside me lo comunica in studio e mi ingiunge di andare da lei. Ma ti rendi conto? Da qui alla fine dell’anno te ne stai blindato a casa, pomeriggio e sera. Tu e le tue fregnacce pseudo rivoluzionarie! Intesi?”.
Max si fece avanti, ma la madre lo trattenne con forza.
“Non ti riguarda”, disse asciutta.
Pierre non parlò e tentò di sgusciare via, ma il padre lo agguantò per i capelli e gli mollò un ceffone.
“Rispondi, quando ti parlo”, gridò e mollò un altro ceffone.
La mamma lo scongiurò di smettere. Max tremava. Pierre si raggomitolò in un angolo, con le braccia sulla testa per parare i colpi, e quando la furia finì, riemerse con un labbro spaccato e le guance in fiamme.
Prese fiato e disse:
“Io non ho fatto nulla. La Preside se la prende con me perché non sa con chi prendersela!”.
“Idiozie! – urlò il padre - Hai portato o no tuo cugino in assemblea? Hai preso a pugni un compagno? Sei entrato in Presidenza e hai sfasciato le bacheche? Sì o no?”.
“No, no e no”.
“Mi prendi in giro o che?”.
“È la verità. A parte Giorgio, io non tiro pugni, al massimo li prendo, e non c’entro niente col saccheggio in presidenza. Non so chi sia stato e se lo sapessi non lo direi. Non faccio la spia di mestiere. Ieri ero da una ragazza e sai che ti dico – Pierre puntò lo sguardo dritto negli occhi del padre – quella l’ha fatto apposta. Mi ha attirato a casa sua per togliermi dai piedi, mentre i suoi amici facevano le loro bravate”.
“Se è così, domani vieni con me e dici tutto”, disse secco il padre.
“Non ho prove. E sai che c’è?”.
“Che c’è?”.
“Che me ne frego di dimostrare cose evidenti”.
“Evidenti???”
“La Preside sa benissimo che non predico violenze e risse. E Giampi meno di me. Io non voglio studiare come un pappagallo, non voglio ubbidire a regole vecchie di cinquant’anni e non voglio un padre come te. Che alza le mani e mi tratta come un’oca ammaestrata. Quindi tieniti pure i tuoi divieti. Io me ne vado”.
Detto fatto, prima che qualcuno reagisse, Pierre uscì, sbatté la porta dell’ingresso e fu fuori.
Max strabuzzò gli occhi e gridò:
“Ha ragione lui. Non ha fatto niente. Io posso dimostrare che lui non c’era. Tu, papà, esageri sempre. Sei cattivo. Ti odio! Anch’io me ne voglio andare”.


Categoria Abstract:
Conflitti

Titolo Libro:
La mini e la luna. Il '68. I sogni e le conquiste degli studenti.

Collana:
Rivoluzioni

Autore:
Sofia Gallo e Otto Gabos
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