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Titolo Abstract:
Cinzia

Abstract:
In IV ginnasio si è fatta stangare, di brutto: credo che non abbia mai rimediato più di 4+ di latino e greco e anche nelle altre materie non eccelleva. Lei se ne infischiava e già a dicembre aveva dato per persa la partita. Le piaceva solo ballare e ballava da Dio: si era riciclata dalla danza classica, sofferta e detestata, aveva trasmigrato nel balletto contemporaneo, nel jazz sinuoso e inafferrabile e infine era approdata felice nel funky e nell’hip-hop. Andava in discoteca sempre, senza mancare un sabato o una domenica pomeriggio; credo che la pagassero anche per esibirsi. Io ho dovuto allontanarmi da lei allora: un po’ per dovere, dato che non mi andava di scendere la china dei 4, 3, 2 e un po’ perché la mamma la vedeva come fumo negli occhi, la considerava una cattiva compagnia, sosteneva che si imbottiva di droghe e faceva anche di peggio. Sesso sfrenato, di sicuro. E poi i suoi, che diamine! Lasciarla brada, una ragazzina di 15 anni che se ne sta in giro fino alle 5 del mattino!!! Mia madre non lesinava le sue invettive contro Cinzia e così, gioco forza, io me ne stavo rintanata in casa il sabato sera e lei ballava, io rimediavo 6 di greco e lei virava nel menefreghismo assoluto, si ritirava da scuola e col passar del tempo ci siamo perse. Finché ci siamo riviste, qualche serata, qualche cocktail insieme, qualche pettegolezzo. Lei era un personaggio della notte, un’ameba di giorno, un fuoco di artificio quando cala il buio, era famosa nelle discoteche di tutta la città, bocciata e ribocciata in ogni sorta di licei pubblici e privati, era esuberante, un mito di trasgressione, una che spacca i muri, che infiamma gli uomini, che sfreccia con il suo motorino 150 di cilindrata e il casco nero come la pece e l’altra sera il casco era mal allacciato, o si è rotto, o si è svitato sulla sua testa o sa il cavolo che è successo e lei si è troncata il collo di netto sbattendo contro un gigantesco ippocastano lungo il Po, di fronte alla sua disco preferita.
Morta sul colpo. Senza sentir nulla. Agghiacciante.

Categoria Abstract:
Amicizia

Titolo Libro:
Tu non sei più qui

Collana:
Strettamente personale

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Le stelle sono tutte uguali?

Abstract:
Giulia si è abituata all’oscurità della sala del Planetario e ascolta eccitata. Tocca il braccio di Stefano e gli chiede a voce troppo alta: “Lo sapevi che le stelle sono colorate? Guarda quella stella, la spalla di Orione, è rossa!”.
“Scccc – Stefano le fa segno di star zitta, poi si china verso di lei e bisbiglia. - Certo che lo so. Guarda Rigel, il piede di Orione, è blu. Dipende dalla temperatura. Alcune stelle sono più calde altre più fredde del Sole”.

L'Universo è popolato da miliardi di miliardi di stelle. Nonostante siano un elevatissimo numero, è molto difficile trovarne due uguali! La stella a noi più vicina, il Sole, è una stella media per età e massa. Esistono stelle che hanno una massa pari a circa un decimo di quella del Sole e stelle molto più grandi, la cui massa arriva a 150-200 masse solari. Non è soltanto la massa a variare, variano anche le dimensioni, da pochi chilometri a miliardi di chilometri di diametro. Ma non è finita qui: le stelle, proprio come noi, nascono, vivono e muoiono. Esistono quindi stelle giovani e stelle vecchie. E hanno anche colori diversi! Le stelle giovani sono di colore blu, quelle vecchie sono di colore rosso, mentre le stelle di mezza età come il Sole sono di colore giallo. Il colore è quindi indice dell’età della stella.


Categoria Abstract:
Natura

Titolo Libro:
Occhio alle stelle

Collana:
Le guide della Regione Piemonte

Autore:
Sofia Gallo, Marco Brusa, Simona Romaniello

Titolo Abstract:
Approccio alla natura

Abstract:
Luca adora la natura ed è un curiosone di prima categoria… certo abitando in città non è facile soddisfare il suo irrefrenabile desiderio di saperne di più e lui vuole sapere un sacco di cose a proposito di scoiattoli e pernici, api e farfalle, conchiglie e minerali, aquile e topi, funghi e trote, fiori e fagiani…
Per intanto si attrezza per benino.
Ma qualcosa non funziona. Luca vuole catturare la natura, invece, la natura, bisogna studiarla nei musei e osservarla andando a spasso - oppure studiarla andando a spasso e osservarla nei musei - insomma, comunque la si metta, molti aggeggi vanno lasciati a casa.
Per fortuna Frugol, il folletto dei boschi, è in allarme! Sente odore di bambino ‘scienziato’ a chilometri di distanza e, ploff, eccolo al fianco di Luca per guidarlo nel suo cammino di scoperta, gioco e conoscenza.
“Posa gabbie, reti, ceste e forbici - dice a Luca - e apri gli occhi. Guarda dove ti porterò!”
Luca non vede l’ora di iniziare il suo viaggio.
“A Torino sono tanti i musei da vedere! – gli dice Frugol – Oltre al Museo Regionale di Scienze Naturali, ci sono quelli dei Salesiani e delle Missioni della Consolata… e tu hai tanto da imparare. Scommetto che nemmeno distingui un codibugnolo da un martin pescatore”.
“Che nomi!”.

Categoria Abstract:
Natura

Titolo Libro:
Occhio alle scienze

Collana:
Le guide della Regione Piemonte

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Musica e danza

Abstract:
Se per una festa volessimo una band tutta peruviana, avremmo bisogno almeno di 10 persone.
Nella band ci sarebbero due suonatori di zampoña, una piccola, detta chuli, e una grande, detta tuyo, entrambe fatte con la canna di bambù del Titicaca, come anche la quena, il fauto delle Ande, di cui sarebbe esperto il terzo musicista. Un quarto suonerebbe il pututo, una conchiglia marina, e il suo amico il wajrapuco, uno strumento a fato fatto con pezzi di corna di toro uniti tra loro e considerato sacro, perché portatore della voce di Pachamama, la madre terra. Non mancherebbero poi un suonatore di charango, piccola chitarra fatta col carapace dell’armadillo, due ragazze con le sonajas, maracas ricavate da zoccoli di animali riempiti di semi, che vengono cuciti anche sulla stoffa con cui sono rivestiti, un amante del quijada, strumento ricavato dalla mascella d’asino, e infine il capobanda: un percussionista coi fiocchi che si esibirebbe con il cajòn peruano, simbolo della comunità afro-peruviana. Il cajòn è infatti uno strumento caratteristico della musica criolla, le cui origini risalgono all’epoca degli schiavi africani condotti in Perú dai dominatori spagnoli, tra il 1700 e il 1800. Poi ci vorrebbero dei ballerini, ma questi non mancano, né ballerini, né danze, né costumi: ogni paese ha le sue gonne coloratissime, le polleras, e via con lo Huayno, ballo tipico delle regioni andine, o con la Marinera e il Festejo se siamo sulla costa!

Categoria Abstract:
Tradizioni

Titolo Libro:
Perù

Collana:
Paesi e popoli del mondo

Autore:
Sofia Gallo - Ana Cecilia Ponce Paredes-Eric Tournaire

Titolo Abstract:
Il patto

Abstract:
La mia storia inizia da un sogno. Ho sognato di diventare una campionessa di calcio e di entrare nello stadio tra gli applausi dei tifosi. A testa alta.
Il sogno era così bello e io così fiera che ho deciso di imparare a giocare a pallone.
Certo non è facile.
Io sono una bambina rom e vivo in un campo nomadi. I miei genitori vedono un futuro diverso per me: il matrimonio, la casa, i figli.
Però io mi dico: “Jlepa, devi provare!” e oggi chiedo ai miei amici Mirko e Sravko di allenarmi.
Mirko è poco convinto. Sravko, invece, sostiene che sono una dura e che posso farcela.
“Non dovete dirlo a nessuno”, dico io.
“Terremo la bocca chiusa. Fidati”, dicono loro.
Così andiamo nello spiazzo di terra in riva al fiume dove di solito giocano i ragazzi.
Mirko e Sravko mi mettono la palla tra i piedi e mi insegnano a fare i passaggi.
Io me la cavo, perché a scuola gioco coi compagni in cortile.
Alla fine del pomeriggio calcio un pallone in porta con tale forza da lasciarli senza parole. Mi alleneranno!


Categoria Abstract:
Amicizia

Titolo Libro:
Il sogno di Jlepa

Collana:
Paesi e popoli del mondo

Autore:
Sofia Gallo - Jasmika Halilovic'- Livia Coloji

Titolo Abstract:
A tavola con i romeni

Abstract:
Viaggiando avrai avuto la possibilità di assaggiare la cucina del paese e allora avrai scoperto che:
uno dei pasti più importanti è la colazione, con pancetta, uova, salumi, formaggi e verdure crude, pomodori, peperoni, cetrioli. D’inverno ci sono le verdure in salamoia, macerare in autunno in acqua e sale;
un piatto tipico è zuppa (ciorbă), di patate, verza, fagioli, verdure miste o uova, rinforzata con la panna acida (smântănă) oppure con un sugo amaro ottenuto in seguito alla fermentazione del grano;
il riso e la pasta sono un accompagnamento per i secondi piatti di carne. Una combinazione tipica sono gli involtini di carne macinata e riso nelle foglie di verza: le sarmale;
dolce tipico è il cozonac, preparato soprattutto per le feste, lievitato e ripieno di papavero, noci, cacao o marmellata;
a tavola si beve vino, ma è molto diffusa la grappa di frutta, specialmente di prugna.

Categoria Abstract:
Tradizioni

Titolo Libro:
Romania

Collana:
Paesi e popoli del mondo

Autore:
Sofia Gallo - Ciprian Ghiras - Ana Popovici

Titolo Abstract:
Il canile

Abstract:
I nostri due campioni erano stati acchiappati al parco della Colletta (cioè giù dalla collina, oltre due corsi, un ponte sul Po, un’altra strada super trafficata) da una guardia cinofila - voi sapevate che esistono e si occupano di cani randagi o persi? - e portati lì, dritto e filato.
La faccenda è seria, perché al canile vanno per le spicce, ficcano nelle gabbie i cani e se hanno la medaglietta con indirizzo e telefono, chiamano i padroni. Se questi si fan vivi, bene, se no le povere bestie se ne stanno chiuse là dentro e poi chissà…
Io sono andata il mattino dopo con la mamma a riprenderli.
L’impiegato del canile ci ha accolto con un certa freddezza.
“La cucciola non ha il tatuaggio col numero e quindi non è registrata all’anagrafe canina”, ha detto brusco alla mamma.
“È da poco che è con noi…”.
“Poco o tanto, il tatuaggio fa fatto subito con i vaccini”.
“La porterò dal veterinario…”.
“Neanche per sogno. Va tatuata seduta stante, altrimenti di qui non esce”.
Ho guardato la mamma con apprensione. Lei ha alzato le spalle, come dire “non c’è niente da fare”, e l’impiegato senza tante cerimonie ha prelevato Sara, sporca e arruffata, da una gabbia e l’ha messa nelle mani di un signore col camice, sicuramente un veterinario.
Questi l’ha portata in una stanzetta, mentre lei si contorceva come un animale selvatico, l’ha distesa sul tavolo di acciaio e tenuta ferma, chiudendole il muso con un laccio di cuoio; poi in quattro e quattr’otto l’ha marchiata col numero di serie all’interno della coscia, senza nemmeno un po’ di anestesia.
Naturalmente è sopravvissuta, ma io tremavo di sdegno.

Categoria Abstract:
Avventura

Titolo Libro:
In vacanza con i cani

Collana:
Leggogioco

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Paura nel bosco

Abstract:
Il nonno Cesare era sicuro di trovare lì Elisa e Camilla ed era già pronto a sgridarle, ma invece non c'era nessuno.
Chiamò a gran voce: Camillaaaa..., Elisaaaa....Zeldaaaa...Nessuno rispose.
"Dove si saranno cacciate?". Era preoccupato. Intravide una traccia di sentiero in un angolo della radura e la imboccò. Il sentiero conduceva su per un pendio e in cima al pendio si perdeva in un grande prato. Nonno Cesare non era mai arrivato fin lassù. Chiamò ancora Zelda, ma inutilmente.
L'aria rinfrescava e le colline delle Langhe era bellissime alla luce del tramonto.
"È sempre uguale qui - pensò - uguale a quando ero ragazzo, uguale a quando si faceva la guerra su queste colline, uguale a quando passeggiavo con la mia vecchia, pace all'anima sua, uguale a quando chiacchieravo con le mie bambine”.
Nonno Cesare si perse nei ricordi e dimenticò la nipotina. Guardava la valle appoggiato al bastone e restò lì imbambolato finché il buio non lo risvegliò.
"E adesso? - si allarmò - Dove vado a cercarle quelle due? Con la pila, di notte. Sarà difficile trovarle. Più probabile che mi perda anch'io". E di nuovo si mise a chiamare: Zelda, Zeldaaa...
"Almeno arrivasse il cane", bofonchiò. Attraversò il grande prato, arrivò a una cappella di pietra dalla quale partiva un bivio; un sentiero costeggiava il pendio sulla sinistra, l'altro scendeva più ripido verso valle.
"È buio pesto e non sono sicuro che siano da queste parti - pensò nonno Cesare - Sarà meglio che torni indietro".
Quasi correndo arrivò alla radura e alla barriera di rovi. Sentì un fruscio tra i rami e le frasche e stette immobile ad aspettare. Era Zelda che saltò a leccargli la faccia, tremando dalla gioia.
"Zelda, dov'è Elisa? Sai dov'è andata?". Il nonno si accovacciò per accarezzarla.
Zelda scodinzolava a testa bassa e sembrava non capire.
"Su, andiamo", le disse alzandosi.
La cagnetta gli stette dietro, ma quando arrivarono vicino alla cascina di Martino imboccò decisa la stradina sulla sinistra che percorreva a mezza costa il pendio affacciato sul torrente.
"Non possono essere scese di qui. La stradina è cieca e anche pericolosa. Dai, Zelda, andiamo". Ma Zelda testarda si era infilata nella stradina e camminava sicura voltando ogni tanto il muso verso il nonno Cesare, come dire: seguimi e sta’ zitto. In effetti la stradina finiva, ma più in basso c'era un sentiero mal tracciato che scendeva lungo il pendio e si inoltrava nel bosco. Zelda lo prese con piglio sicuro. Per fortuna era una notte di luna e non era scuro scuro, come ricordava il nonno in tante notti di guerra. Zelda avanzava, il terreno nel bosco era molle e pieno di foglie marce e si camminava malissimo. Ogni due passi il nonno scivolava.
"Che postaccio!", esclamò.
Finalmente il bosco si fece più rado e la traccia di foglie e rami pestati portò in un prato scosceso, al fondo del quale si indovinava la presenza di una piccola baita.
Zelda corse a rompicollo giù dal prato e arrivata alla baita si mise ad abbaiare.
Il nonno la seguì a salti e arrivò alla baita con il fiato grosso. Socchiuse la porta di legno pesante e puntò la pila all'interno. Sedute abbracciate, mezze addormentate e infreddolite c'erano Elisa e Camilla.

Categoria Abstract:
Avventura

Titolo Libro:
Tutta colpa della guerra

Collana:
Leprotto lettore

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
La missione

Abstract:
“Facciamola saltare in aria! - esclamò Giorgio. – Le armi saranno distrutte per sempre e la guerra finirà!”.
Tutti lo guardarono stupiti.
“Io domani ho la partita di pallone. Non posso perderla. Forza, muoviamoci”.
“È meglio aspettare”, disse Jahib.
“Aspettare che cosa?”, chiese Giorgio interdetto.
“Tu pensi soltanto alla tua partita e non sai la verità”, disse secco Jabih.
“Quale verità?”. Giorgio di nuovo non capiva.
“La verità è che qui non c’è vita senza guerra”.
“Allora la vostra è una falsa missione?!! Voi non volete davvero la pace…”.
“Noi conosciamo soltanto la guerra e nient’altro e abbiamo paura di cambiare…”.
“Beh…io invece non ho paura”, affermò Giorgio deciso.
“Come si fa a far saltare la fortezza?”, gli chiese Efrel con un filo di voce.
“Come ho visto fare nei film. Seguitemi”.
Giorgio si precipitò nel salone al pianterreno. Aprì con uno strappo violento un grosso sacco e rovesciò un filo di polvere nera lungo tutto il perimetro della fortezza. Poi preparò una miccia lunghissima.
“Bisogna che scappiate”, disse.
“E tu?”, chiese Jabih.
“Io vengo per ultimo”.
Tutti gli ubbidirono e, quando fu certo che fossero al sicuro, Giorgio innestò la miccia e corse via veloce come il vento. Poi fu soltanto un boato e un volare di ali bianche in alto nel cielo.
Un tuono più forte degli altri rimbombò nella sua stanza, fece tremare i vetri e lo svegliò.

Categoria Abstract:
Cambiamento

Titolo Libro:
Jabih, il falco e la colomba

Collana:


Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Sabbia e vento

Abstract:
Nel paese degli uomini blu c’è tanta sabbia, di tutti i colori, rosa, bianca, giallo ocra, senape, e enormi dune spostate dal vento.
Il vento ha tanti nomi: harmattan, ghibli, simun, nguia, tezakej, e può soffiare così forte da impedire di respirare e anche di vedere.
Tutto allora diventa colore della sabbia, rosso o giallo.
Quando non c’è vento, Anatuf sale sulle dune, veloce, a quattro zampe, e di lassù fa spaziare gli occhi sull’immensità del deserto che racchiude la storia degli uomini blu. Poi scivola giù e scava nella sabbia un letto morbido e ben riparato dall’aria fredda della sera.

«Non abbiamo storia, perché i nostri padri l'hanno scritta sulla sabbia e il vento l'ha portata via. Il deserto sembra eterno a colui che lo abita e offre questa eternità all'uomo che saprà essergli fedele.
Dio creò il deserto affinché gli uomini vi potessero conoscere la loro anima. L'amicizia è una strada che scompare nella sabbia se non si rifà senza posa.»


Categoria Abstract:
Natura

Titolo Libro:
Anatuf e gli uomini blu

Collana:
Paesi e popoli del mondo

Autore:
Sofia Gallo - Dalida Mebarki - Marco Paci
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