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Titolo Abstract:
Lo scherzo di Ruggero

Abstract:
Una mattina della settimana successiva, Ruggero si presentò con un foglio su cui aveva disegnato un ragazzo che aveva i piedi al posto del cervello.
Quando il maestro Alberto venne chiamato dal Direttore e lasciò un attimo scoperta la classe, raccomandando di fare silenzio e completare un questionario, Ruggero non si lasciò sfuggire l’occasione: si sedette alla cattedra e declamò a voce alta:
- Dovete sapere che il cervello è la sede dell’intelligenza, ma non tutti hanno il cervello uguale...
I compagni si misero in ascolto.
- ...C’è per esempio chi ha il cervello di una gallina e capisce poco - continuò Ruggero soddisfatto di aver attirato l’attenzione, - chi ce l’ha di legno ed è una testa di legno, chi di marmo ed è una testa dura, chi tagliato a fettine ed è un cervello fino... Ma c’è anche chi ha il cervello sotto i piedi. Come dire che lo calpesta invece di usarlo...
Ruggero fece una pausa con un sorriso maligno, poi riprese:
- C’è anche la possibilità che il cervello cambi posto, che, stanco di stare nel cranio se ne vada nelle scarpe e i piedi si sistemino nella testa. Un caso raro di intelligenza piedesca, sconosciuta agli scienziati!
Finito il discorsetto, mostrò il suo disegno alla classe che esplose in una sonora risata.
Il ragazzo con le dita dei piedi che uscivano dalle orecchie, simile a un extraterrestre, era chiaramente una caricatura di Giò.
In un attimo fu il finimondo generale, tra risate, voci, prese in giro...
Per fortuna il maestro Alberto rientrò in classe.
- Che cosa succede qui? - esclamò con voce dura e occhi severi che riportarono tutti al silenzio. Poi vide il disegno, abbandonato da Ruggero sulla cattedra per la fretta di tornare al posto, lo sollevò, lo osservò con sguardo irato, lo appallottolò e con mira precisa lo gettò nel cestino.
- Non sono scherzi da fare questi! - urlò rivolto alla classe muta. - Ne ho abbastanza e adesso mi dovrete dire chi è stato a...
Giò non lo lasciò proseguire. Si avvicinò alla cattedra rosso in viso, con la cartella in spalle e la giacca sotto braccio e disse:
- Lasci perdere, maestro, non importa. Io non verrò più a scuola. Torno a Piedilandia. Là hanno tutti i piedi lunghi e sono tutti molto intelligenti. Purtroppo la mia missione sulla Terra è fallita. Addio!
E uscì desolato, sbattendo la porta.

Categoria Abstract:
Conflitti

Titolo Libro:
Giò Duepiedi

Collana:
Il Mulino a Vento - serie rossa

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Col cane e il gatto come la mettiamo?

Abstract:
A scuola non sento una parola di quello che dicono le maestre. Sono talmente ansioso di vedere il pollaio abitato che mi dimentico persino di fare la pipì.
Arrivo a casa che mi scappa e quindi mia sorella va a vedere i pulcini per prima.
Quando corro al pollaio vedo mio fratello che salta dalla gioia: si attacca alla rete, tira forte e ride.
Mia sorella vuole accarezzare i pulcini e strilla come un’aquila.
Io non faccio in tempo a guardare niente che la mamma si mette a darmi ordini.
“Occupati di tua sorella - dice. – Mi fa girare la testa con i suoi urli”.
“E cosa faccio?”.
“Andate in casa a far merenda”.
Io afferro per mano mia sorella che strepita, si fa tirare e piange ed entro in casa.
Come metto piede dentro sento la mamma urlare:
“Matteo, lega Ringo”.
Mollo il braccio cicciotto di mia sorella ed esco fuori di nuovo.
Ringo sta girando intorno al recinto; ogni tanto ficca il muso tra le maglie della rete e si mette a scavare come un forsennato.
Come se non bastasse il gatto si avvicina piano piano con la pancia a terra, punta i pulcini, fa un balzo e si aggrappa alla rete.
“Oddio, Frisby entra e li fa fuori! – esclama la mamma. – Matteo, mandalo via”.
Naturalmente è tornata anche mia sorella che cerca di aprire la porta e di intrufolarsi nel pollaio per raggiungere il suo scopo: vuole accarezzare i pulcini.
Prepotente come sempre.
“Allora Matteo, ti muovi?”, dice la mamma mentre afferra mia sorella per un braccio, tiene mio fratello per la cintura dei pantaloncini e tenta di allontanare cane e gatto tirando calci.
“Come faccio a fare tutto io?”, protesto.
Mia sorella continua a strillare.
Io di questo pollaio ne ho abbastanza prima di cominciare.

Categoria Abstract:
Comicità

Titolo Libro:
Polli dappertutto

Collana:


Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Aiuto, i nemici!

Abstract:
La carota di guardia si precipitò dal re cavolfiore a chiedere consiglio sul da farsi.
- Organizza la difesa del castello - rispose sbadigliando il re, che non era tipo da agitarsi per così poco.
La carota ritornò sugli spalti del castello e chiamò a raccolta le sue compagne.
Tutte insieme si misero ad osservare l'armata che avanzava e tennero consiglio, confabulando tra loro e abbassando i loro ciuffi verdi per concentrarsi meglio.
- Sono carciofi ambulanti - diceva una carota - bisogna armarsi di spine più lunghe delle loro e infilzarli per benino.
- No, ti sbagli! Sono zucche truccate da carciofi - diceva un’altra carota, - bisogna riempirle d’acqua fino a farle marcire.
- Ma non vedete - diceva un’altra - che sono armate di stupidi grissini e si possono spezzare come niente!
- Macché! Sono carciofi - insisteva una quarta carota - piante cattive e prepotenti...
- Idiozie - insisteva la carota di prima - sono zucche e quindi bisogna batterle con l’astuzia, perché le zucche sono zuccone...

Categoria Abstract:
Comicità

Titolo Libro:
Il castello di riso

Collana:
Il parco delle storie - Le giostre

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Nel regno di Altralicanta

Abstract:
Seduto su uno sgabello in un angolo del cortile c'era un maniscalco che ferrava un cavallo.
“Perché si agitano tanto?”, gli chiese Rosalba.
“Devono fare la guerra e sono fuori allenamento”, rispose l’uomo sollevando di poco la testa. di storto.
“Far la guerra a chi?”.
“Oh, da noi si fa la guerra sempre e a tutti. Si fa la guerra perché qualcuno ha detto una cosa e un altro un’altra, perché uno ha calpestato un pezzo di terra non sua o ha sputato sui piedi di un essaggero…oppure ha detto una parolaccia più parolaccia delle altre…”.
Rosalba guardò la principessa di Alicanta e le scappò da ridere.
“Non c'è niente di divertente”, disse il maniscalco con aria seria.
“E il re dov'è?”, chiese Rosalba.
“Nelle sue stanze a consultare le mappe, ad affilare le spade, ad organizzare l’attacco”.
“Allora è È un guerrafondaio!”.
“Sì, ve l’ho detto. Pensa sempre e soltanto alla guerra e vuole che i suoi sudditi siano perfettamente allenati nel caso scoppi all’improvviso un nuovo conflitto”.
“E la regina è d’accordo?”, chiese la principessa di Alicanta.
“Oh no, e non fa nemmeno più la regina. È diventata cuoca, perché è una golosa di prima categoria e perché il cuoco non c’è più. Cioè, è lì che si allena, anche lui. Insomma, dato che tutti si devono preparare a fare la guerra non c’è più nessuno che faccia altro: non ci sono cuochi, camerieri, contadini, pastori, fabbri, falegnami, guardarobieri…”.
“Incredibile!”.
“Incredibile davvero e adesso levatevi di torno e lasciatemi lavorare. Tra un po’ la ginnastica tocca anche a me”. ... Se non fosse che i cavalli servono per la cavalleria, non avrei un minuto libero per fare il mio mestiere”.
Rosalba accarezzò il muso del cavallo, mentre il maniscalco cercava di tenergli ferma la zampa.
“Grazie dell’aiuto - sibilò quello, poi aggiunse. – Ah, dimenticavo… di dirvi che c’è anche una principessa che si è seccata di piegamenti, corse, esercitazioni, prove di tiro ed è andata a pascolare le pecore sulla collina”.
“Quale collina?”.
“Uffa! Guardatevi intorno. Di collina ce n’è una sola”.
“Ok, non t’arrabbiare – disse Rosalba. – Prima faremo una capatina in cucina, poi andremo a cercarla. sulle colline. Addio”.

Categoria Abstract:
Dialogo

Titolo Libro:
4 principesse per un regno

Collana:
Leggo io

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Cinzia

Abstract:
In IV ginnasio si è fatta stangare, di brutto: credo che non abbia mai rimediato più di 4+ di latino e greco e anche nelle altre materie non eccelleva. Lei se ne infischiava e già a dicembre aveva dato per persa la partita. Le piaceva solo ballare e ballava da Dio: si era riciclata dalla danza classica, sofferta e detestata, aveva trasmigrato nel balletto contemporaneo, nel jazz sinuoso e inafferrabile e infine era approdata felice nel funky e nell’hip-hop. Andava in discoteca sempre, senza mancare un sabato o una domenica pomeriggio; credo che la pagassero anche per esibirsi. Io ho dovuto allontanarmi da lei allora: un po’ per dovere, dato che non mi andava di scendere la china dei 4, 3, 2 e un po’ perché la mamma la vedeva come fumo negli occhi, la considerava una cattiva compagnia, sosteneva che si imbottiva di droghe e faceva anche di peggio. Sesso sfrenato, di sicuro. E poi i suoi, che diamine! Lasciarla brada, una ragazzina di 15 anni che se ne sta in giro fino alle 5 del mattino!!! Mia madre non lesinava le sue invettive contro Cinzia e così, gioco forza, io me ne stavo rintanata in casa il sabato sera e lei ballava, io rimediavo 6 di greco e lei virava nel menefreghismo assoluto, si ritirava da scuola e col passar del tempo ci siamo perse. Finché ci siamo riviste, qualche serata, qualche cocktail insieme, qualche pettegolezzo. Lei era un personaggio della notte, un’ameba di giorno, un fuoco di artificio quando cala il buio, era famosa nelle discoteche di tutta la città, bocciata e ribocciata in ogni sorta di licei pubblici e privati, era esuberante, un mito di trasgressione, una che spacca i muri, che infiamma gli uomini, che sfreccia con il suo motorino 150 di cilindrata e il casco nero come la pece e l’altra sera il casco era mal allacciato, o si è rotto, o si è svitato sulla sua testa o sa il cavolo che è successo e lei si è troncata il collo di netto sbattendo contro un gigantesco ippocastano lungo il Po, di fronte alla sua disco preferita.
Morta sul colpo. Senza sentir nulla. Agghiacciante.

Categoria Abstract:
Amicizia

Titolo Libro:
Tu non sei più qui

Collana:
Strettamente personale

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Le stelle sono tutte uguali?

Abstract:
Giulia si è abituata all’oscurità della sala del Planetario e ascolta eccitata. Tocca il braccio di Stefano e gli chiede a voce troppo alta: “Lo sapevi che le stelle sono colorate? Guarda quella stella, la spalla di Orione, è rossa!”.
“Scccc – Stefano le fa segno di star zitta, poi si china verso di lei e bisbiglia. - Certo che lo so. Guarda Rigel, il piede di Orione, è blu. Dipende dalla temperatura. Alcune stelle sono più calde altre più fredde del Sole”.

L'Universo è popolato da miliardi di miliardi di stelle. Nonostante siano un elevatissimo numero, è molto difficile trovarne due uguali! La stella a noi più vicina, il Sole, è una stella media per età e massa. Esistono stelle che hanno una massa pari a circa un decimo di quella del Sole e stelle molto più grandi, la cui massa arriva a 150-200 masse solari. Non è soltanto la massa a variare, variano anche le dimensioni, da pochi chilometri a miliardi di chilometri di diametro. Ma non è finita qui: le stelle, proprio come noi, nascono, vivono e muoiono. Esistono quindi stelle giovani e stelle vecchie. E hanno anche colori diversi! Le stelle giovani sono di colore blu, quelle vecchie sono di colore rosso, mentre le stelle di mezza età come il Sole sono di colore giallo. Il colore è quindi indice dell’età della stella.


Categoria Abstract:
Natura

Titolo Libro:
Occhio alle stelle

Collana:
Le guide della Regione Piemonte

Autore:
Sofia Gallo, Marco Brusa, Simona Romaniello

Titolo Abstract:
Approccio alla natura

Abstract:
Luca adora la natura ed è un curiosone di prima categoria… certo abitando in città non è facile soddisfare il suo irrefrenabile desiderio di saperne di più e lui vuole sapere un sacco di cose a proposito di scoiattoli e pernici, api e farfalle, conchiglie e minerali, aquile e topi, funghi e trote, fiori e fagiani…
Per intanto si attrezza per benino.
Ma qualcosa non funziona. Luca vuole catturare la natura, invece, la natura, bisogna studiarla nei musei e osservarla andando a spasso - oppure studiarla andando a spasso e osservarla nei musei - insomma, comunque la si metta, molti aggeggi vanno lasciati a casa.
Per fortuna Frugol, il folletto dei boschi, è in allarme! Sente odore di bambino ‘scienziato’ a chilometri di distanza e, ploff, eccolo al fianco di Luca per guidarlo nel suo cammino di scoperta, gioco e conoscenza.
“Posa gabbie, reti, ceste e forbici - dice a Luca - e apri gli occhi. Guarda dove ti porterò!”
Luca non vede l’ora di iniziare il suo viaggio.
“A Torino sono tanti i musei da vedere! – gli dice Frugol – Oltre al Museo Regionale di Scienze Naturali, ci sono quelli dei Salesiani e delle Missioni della Consolata… e tu hai tanto da imparare. Scommetto che nemmeno distingui un codibugnolo da un martin pescatore”.
“Che nomi!”.

Categoria Abstract:
Natura

Titolo Libro:
Occhio alle scienze

Collana:
Le guide della Regione Piemonte

Autore:
Sofia Gallo

Titolo Abstract:
Musica e danza

Abstract:
Se per una festa volessimo una band tutta peruviana, avremmo bisogno almeno di 10 persone.
Nella band ci sarebbero due suonatori di zampoña, una piccola, detta chuli, e una grande, detta tuyo, entrambe fatte con la canna di bambù del Titicaca, come anche la quena, il fauto delle Ande, di cui sarebbe esperto il terzo musicista. Un quarto suonerebbe il pututo, una conchiglia marina, e il suo amico il wajrapuco, uno strumento a fato fatto con pezzi di corna di toro uniti tra loro e considerato sacro, perché portatore della voce di Pachamama, la madre terra. Non mancherebbero poi un suonatore di charango, piccola chitarra fatta col carapace dell’armadillo, due ragazze con le sonajas, maracas ricavate da zoccoli di animali riempiti di semi, che vengono cuciti anche sulla stoffa con cui sono rivestiti, un amante del quijada, strumento ricavato dalla mascella d’asino, e infine il capobanda: un percussionista coi fiocchi che si esibirebbe con il cajòn peruano, simbolo della comunità afro-peruviana. Il cajòn è infatti uno strumento caratteristico della musica criolla, le cui origini risalgono all’epoca degli schiavi africani condotti in Perú dai dominatori spagnoli, tra il 1700 e il 1800. Poi ci vorrebbero dei ballerini, ma questi non mancano, né ballerini, né danze, né costumi: ogni paese ha le sue gonne coloratissime, le polleras, e via con lo Huayno, ballo tipico delle regioni andine, o con la Marinera e il Festejo se siamo sulla costa!

Categoria Abstract:
Tradizioni

Titolo Libro:
Perù

Collana:
Paesi e popoli del mondo

Autore:
Sofia Gallo - Ana Cecilia Ponce Paredes-Eric Tournaire

Titolo Abstract:
Il patto

Abstract:
La mia storia inizia da un sogno. Ho sognato di diventare una campionessa di calcio e di entrare nello stadio tra gli applausi dei tifosi. A testa alta.
Il sogno era così bello e io così fiera che ho deciso di imparare a giocare a pallone.
Certo non è facile.
Io sono una bambina rom e vivo in un campo nomadi. I miei genitori vedono un futuro diverso per me: il matrimonio, la casa, i figli.
Però io mi dico: “Jlepa, devi provare!” e oggi chiedo ai miei amici Mirko e Sravko di allenarmi.
Mirko è poco convinto. Sravko, invece, sostiene che sono una dura e che posso farcela.
“Non dovete dirlo a nessuno”, dico io.
“Terremo la bocca chiusa. Fidati”, dicono loro.
Così andiamo nello spiazzo di terra in riva al fiume dove di solito giocano i ragazzi.
Mirko e Sravko mi mettono la palla tra i piedi e mi insegnano a fare i passaggi.
Io me la cavo, perché a scuola gioco coi compagni in cortile.
Alla fine del pomeriggio calcio un pallone in porta con tale forza da lasciarli senza parole. Mi alleneranno!


Categoria Abstract:
Amicizia

Titolo Libro:
Il sogno di Jlepa

Collana:
Paesi e popoli del mondo

Autore:
Sofia Gallo - Jasmika Halilovic'- Livia Coloji

Titolo Abstract:
A tavola con i romeni

Abstract:
Viaggiando avrai avuto la possibilità di assaggiare la cucina del paese e allora avrai scoperto che:
uno dei pasti più importanti è la colazione, con pancetta, uova, salumi, formaggi e verdure crude, pomodori, peperoni, cetrioli. D’inverno ci sono le verdure in salamoia, macerare in autunno in acqua e sale;
un piatto tipico è zuppa (ciorbă), di patate, verza, fagioli, verdure miste o uova, rinforzata con la panna acida (smântănă) oppure con un sugo amaro ottenuto in seguito alla fermentazione del grano;
il riso e la pasta sono un accompagnamento per i secondi piatti di carne. Una combinazione tipica sono gli involtini di carne macinata e riso nelle foglie di verza: le sarmale;
dolce tipico è il cozonac, preparato soprattutto per le feste, lievitato e ripieno di papavero, noci, cacao o marmellata;
a tavola si beve vino, ma è molto diffusa la grappa di frutta, specialmente di prugna.

Categoria Abstract:
Tradizioni

Titolo Libro:
Romania

Collana:
Paesi e popoli del mondo

Autore:
Sofia Gallo - Ciprian Ghiras - Ana Popovici
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